Si è svolto giovedì 2 luglio nella Sala Piombo nel Palazzo della Regione in Via Fieschi il primo incontro del tavolo tecnico organizzato dal Consiglio regionale-Assemblea Legislativa della Liguria e dal Corecom Liguria per la prevenzione della diffusione di immagini sessualmente esplicite sulle piattaforme digitali, di cui il revenge porn, cioè il ricatto attraverso immagini e video a contenuto sessualmente esplicito, è una delle forme più note.
Auspicando che il confronto su questo tema prosegua, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari ha detto: "Una volta inviate, le immagini restano online e oggi l'intelligenza artificiale permette a chiunque di manipolare foto e video. Su questo tema siamo tutti chiamati a fare prevenzione. Ringrazio Carola Baruzzo per avere portato il tema in aula attraverso un ordine del giorno che tutti i consiglieri hanno votato unanimemente, ringrazio il Corecom e tutti i presenti: questo tavolo è un momento fondamentale".
Il presidente di Corecom Liguria Manfredi Maglio ha definito il perimetro dell'azione: "Parliamo di diffusione non lecita di immagini sessualmente esplicite perché non è detto che si tratti soltanto di revenge porn: alla base della diffusione possono esserci anche motivazioni diverse dalla vendetta e si può trattare di foto intime reali ma anche di manipolazioni".
Tra le considerazioni emerse il fatto che si tratta di un fenomeno ancora poco denunciato, che nella maggior parte dei casi riguarda donne e che è fondamentale intervenire tempestivamente per cercare di circoscrivere il più possibile la diffusione dei contenuti.
Numerosi gli interventi e i relatori invitati al Tavolo tecnico. Presenti le Autorità di garanzia della Regione Liguria: il Difensore civico della Regione Liguria Francesco Cozzi, la Garante dei diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza Guia Tanda, il Garante delle vittime di reato Andrea Campanile; tra i consiglieri regionali, Carola Baruzzo, prima firmataria dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale, Rocco Invernizzi e Katia Piccardo.
Il direttore della sede Rai di Genova ingegner Rino Matassa ha illustrato le azioni messe in campo dalla Rai sull'argomento, indicando alcune possibilità a livello regionale al fine di trattare e diffondere attività di informazione, prevenzione ed educazione sul codice rosso.
Il procuratore aggiunto della Procura di Genova dottoressa Tiziana Paolillo ha sottolineato l'importanza della prevenzione e della formazione da effettuare sia a livello scolastico sia per gli adulti. Il capitano Davide Monetti ha sottolineato l'azione svolta dall'Arma dei Carabinieri in tema di codice rosso con azioni di prevenzione e di ascolto. Sono intervenuti successivamente l'avvocato Chiara Antola per l'Ordine degli Avvocati di Genova e il consigliere dell'Ordine dei Giornalisti Marco Lignana, che hanno sottolineato l'azione che i rispettivi Ordini svolgono sul delicato tema del revenge porn.
L'ingegner Roberto Surlinelli, Direttore Tecnico Superiore della Polizia di Stato (Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Liguria), ha evidenziato come il fenomeno della diffusione non consensuale di immagini intime non debba essere letto come una semplice imprudenza digitale o come un episodio privato finito male, ma di una condotta che può incidere in modo profondo sulla dignità, sulla libertà personale, sulla riservatezza, sulla reputazione e sulla tenuta psicologica della persona lesa.
Sono intervenuti, inoltre, i funzionari della Giunta regionale che hanno esposto l'attività di formazione prevista dai fondi regionali sui centri antiviolenza. Ha concluso l'avvocato Liana Maggiano, commissaria del Corecom, che ha riassunto i lavori del pomeriggio, indicando quali possono essere le azioni che l'Assemblea legislativa e le Authority potrebbero mettere in essere per valutare forme di contrasto.

