GENOVA - Lotta al bullismo, alla violenza di genere, pulizia delle spiagge, manutenzione di spazi verdi e degli impianti sportivi sono i temi al centro delle attività dei giovanissimi amministratori liguri. Giovedì 20 novembre scorso l’Aula consiliare Sandro Pertini, sede dell’Assemblea legislativa della Liguria, ha ospitato oltre cento studenti delle scuole primarie e secondarie, tutti giovanissimi componenti di 18 “Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze” delle quattro province liguri, oltre ad alcuni rappresentanti della “ Scuola ucraina presso l’abbazia di Santo Stefano” di Genova e della “International school in Genoa”.
La manifestazione, organizzata in collaborazione con Unicef nel giorno in cui ricorre il 36° anniversario della Dichiarazione ONU dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, è giunta alla decima edizione.
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, che ha aperto la seduta, ha tra l’altro affermato:"Coltivare la democrazia è il miglior investimento per ogni comunità e sappiamo come non sia semplice, in Comuni alle prese con sempre maggiori problemi che richiedono soluzioni rapide, in scuole che faticano a trovare tempi, spazi e personale, ritagliare spazi appositi in cui questa esperienza possa mettere radici. L’esperienza dei “Consigli comunali dei ragazzi” – ha concluso rivolgendosi ai giovani ospiti - vi offre la possibilità di sperimentare cosa significhi e come funzioni la democrazia attiva, cosa sia una votazione, una elezione e cosa significhi rappresentare le esigenze di chi vi ha votato, farvi promotori di un progetto e cercare di realizzarlo. E’ un esercizio di cittadinanza attiva tra i più significativi, cui siamo lieti di dare particolare risalto con questo incontro annuale".
Diversi gli interventi in programma, a cominciare da Maria Caterina Porcu, presidente del Comitato regionale Liguria Unicef che si è rivolta ai giovani ospiti della seduta ricordando le diverse tappe che hanno condotto fino alla dichiarazione Onu del 1989 e alla sua ratifica da parte dello Stato Italiano nel 1991.Le ragazze e i ragazzi nella veste di “ giovani amministratori comunali” hanno esposto i progetti già avviati e quelli in programma: dalla pulizia delle spiagge e dei marciapiedi, al risparmio energetico, piccoli lavori di manutenzione nel verde pubblico e anche nelle rispettive scuole fino a forme di educazione contro il bullismo, contro la violenza di genere.
A conclusione sono intervenuti il Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza Guia Tanda, il difensore civico della Regione Liguria Francesco Cozzi. Il presidente del Corecom Liguria Manfredi Maglio ha illustrato ai giovanissimi consiglieri le funzioni del Comitato proprio per la tutela dei minori: "Il Comitato si occupa di comunicazione, che è un tema vitale per i giovani, ma il nostro compito oggi non è più solo il monitoraggio televisivo perché il problema si è spostato anche sui social media e, in questo contesto, il Corecom non deve solo controllare ma anche stimolare forme di educazione, citando, in particolare, il progetto europeo di “patentino digitale”".
La componente dell’Osservatorio Unicef e del Corecom Liana Maggiano ha aggiunto: "Oggi ragazzi avete rappresentato in quest’aula un esercizio di democrazia; ha rimarcato il diritto che ogni minore ha di avere una famiglia, di mantenere i rapporti con i propri genitori o nonni dopo una separazione, il diritto allo studio inteso come diritto di apprendere, il diritto di essere informati e di essere ascoltati; ed ha concluso ricordando comunque a tutti i ragazzi presenti alla cerimonia che a fronte di tanti diritti non bisogna però dimenticare i doveri".
Sono quindi intervenuti la Polizia Postale, con il dott. Surlinelli e l’Ufficio Scolastico regionale con la d.ssa Dalmasso. Il dirigente del centro operativo di Genova per la sicurezza cibernetica (Polizia postale) Roberto Surlinelli si è soffermato sul tema del bullismo "una delle problematiche di cui il centro operativo si occupa. Oggi gli strumenti di questo preoccupante fenomeno si sono modificati, tuttavia le dinamiche sono sempre le stesse e riguardano la prevaricazione e la mancanza di rispetto dell’altro".

